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La città scivola nel panico

Milano

Città Supermercati presi d’assalto; farmacie svuotate; sfilate deserte. Sono alcune immagini registrate ieri a Milano, una città che sta cedendo alla psicosi  da Coronavirus. All’Esselunga di Porta Nuova si vedevano clienti con due o tre  carrelli e mascherina. Una carica registrata in molti punti vendita, spesso disordinata. Ieri nella Coop di Sesto entravano solo clienti con mascherina. Acqua, scatolame e carta igienica, i prodotti andati a ruba. Armani e Biagiotti hanno presentate le collezioni a porte chiuse. Una Milano dove la Regione tenta di arginare il panico con un’ordinanza che “blinda” la città. Da domani chiuse scuole e università e sospese le “manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso”.
Stop a bar e locali
 “Bar, locali notturni e qualsiasi altro esercizio di intrattenimento aperto al pubblico” da oggi dovranno chiudere  dalle 18 alle 06.  L’obbligo non riguarda i ristoranti, una scelta criticata da alcuni esercenti, visto che pub e ristoranti hanno la medesima licenza.  Porte serrate  anche “per gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati nelle giornate di sabato e domanica, con eccezione dei punti di vendita di generi alimentari”.      

Duomo e Scala out
Oggi e domani rimarrà chiuso il Duomo e saranno sospese le messe in tutte le chiese. Funerali e matrimoni saranno celebrati, ma con la presenza dei soli parenti stretti. Ieri la Scala ha bloccato tutte le rappresentazioni  “a titolo cautelativo”. Stesso destino per  Brera, chiusa  fino al 3 marzo. Funzionerà il Palazzo di Giustizia. 

Trasporti regolari
Regolari invece i trasporti pubblici: «Non abbiamo alcuna intenzione attualmente di limitarli» ha confermato Gallera. Andrea Sparaciari

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