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Feuilleton milleproroghe bagna càuda e pajata

Maurizio Guandalini

Cosa sta per cambiare. Titolava, ieri, efficacemente Metro. Tutto cambia perché nulla cambi, certifichiamo oggi. Gattopardianamente. Il feuilleton milleproroghe, bagna càuda e pajata insieme, condensa, “mille” effetti speciali che hanno un miserendevole riscontro nelle tasche dei cittadini. Somiglia alle poetiche domande pedisseque, banali, da asilo che circolano con le fusioni bancarie di queste ore. Cosa cambia per il sistema e per i risparmiatori? Pereppeppe’, pubblicità. Ci sarà un massiccio sostegno allo sviluppo dei Paese. O perbacco. La tenuta dei conti correnti è aumentata in media del 30%. Perché  paghiamo gli interessi zero dei soldi depositati in Banca centrale e le innumerevoli sovvenzioni ai fondi salva banche. Però, felici, forza dai, è da quarant’anni che gli istituti di credito non prestavano denaro così per pochi spicci. A ottenerli i mutui, cari banchieri. Garanzie totali per l’intera cifra  prestata. Sulla casa da acquistare mettiamo il crocione sopra. Mentre le piccole imprese non investiranno un centesimo nell’attività. Eccallà  la sepoltura dei bei sogni di crescita e posti di lavoro. Un circolo virtuoso semplice da attivare, così semplice che fatta la legge trovato l’inganno. E’ un supplizio inverecondo, i miei soldi prima che li spenda la banca li voglio spendere io come mi pare e piace. Rinnovo l’assicurazione ed è identica la cifra, alta, da qualche anno, anche se la macchina non è diventata nuova. Un catorcio che non fa chilometri ma è la residenza a Milano che butta su. Last minute c’è sempre la giustificazione pronta a reggere il moccolo. Vale per l’energia e la follia del mercato liberalizzato, spostato al 2022. Milioni di persone buttati nel mare aperto delle clausole biorarie, dei vantaggi sognati a spendere poco per ritrovarsi nel gorgo delle lamentele continue. Peggio i servizi telefonici. Che dire che fanno i loro ‘por...’ comodi è un complimento novello. Paghi oltre il dovuto e per ricevere indietro il di più devi sentire, informarti, imprecare.

MAURIZIO GUANDALINI

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