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Una guerra hi-tech contro il coronavirus

il virus cinese

ROMA La Cina sta mettendo in campo la tecnologia più innovativa per fermare l’epidemia di coronavirus. Si va dall’impiego di droni che spruzzano disinfettanti in ogni angolo delle aree pubbliche, sino ai robot che misurano la temperatura corporea e potrebbero scendere in campo ad esempio negli aeroporti dove c’è un flusso massiccio e costante di persone. Anche i big data stanno contribuendo a fare muro contro il virus. Per esempio velocizzando la ricerca dei contatti stretti dei pazienti positivi. Una piattaforma di analisi viene già utilizzata per questo e ha effettuato oltre 150 milioni di controlli.

Vittime salite a quota 1.875

Intanto il numero dei morti per il coronavirus è salito a 1.875, mentre le persone contagiate sono 73.337 e quelle ricoverate 13.124. L’Oms ha fatto sapere che finora fuori dalla Cina, ci sono stati «92 casi di contagio in 12 Paesi e nelle ultime 24 ore si sono registrati 110 nuovi casi, di cui 99 a bordo della Diamond Princess». Un italiano imbarcato sulla nave da crociera bloccata nel porto di Yokohama è risultato positivo ai test. È un passeggero in crociera con la moglie. Si cercano intanto le persone scese della nave Westerdam in Cambogia: c’erano anche 5 italiani, solo uno è tornato a casa e si posto in isolamento volontario.

«La battaglia è ad un punto cruciale»

«La battaglia contro l’epidemia è ad un punto cruciale» e ha segnato «progressi evidenti». Lo ha detto il presidente cinese Xi in una telefonata con il premier britannico  Johnson. L’impatto sarà «temporaneo», ha aggiunto parlando con il presidente francese Macron, e la Cina «è ancora in grado di raggiungere i propri obiettivi per il 2020».

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