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Decreti sicurezza, il rischio di "voragini"

Maurizio Guandalini

La sicurezza secondo la Ministra dell’Interno. Il piano della Lamorgese, titolare del Viminale, presentato ieri, è mirato a sistemare, nella voliera costituzionale, i decreti Salvini. Via le ristrettezze alle Ong, più permessi di soggiorno, sminuzzata la burocrazia per cittadinanza e matrimonio. In  coerenza manca lo ius cultura che ha preso il posto dell’innominabile ius soli.  
I limiti del procedere, per “ordinaria amministrazione”, lasciano in superficie pericolose voragini, a rischio di fraintendimenti. Il ritorno delle braccia aperte e del venite a noi. Che innesta il meccanismo psicologico pericoloso del lasciar fare, in un momento gravato da coronavirus, in estensione nel sofferente Continente africano. E da una situazione dei traffici umani che in Libia non è mutata di un millimetro. 
Privi di timori da politically correct, quindi, la chiusura delle frontiere è all’ordine del giorno. Non ne fa cenno la Ministra, ma Germania, Francia, Austria, Slovenia, Ungheria, Svezia e Danimarca, girano attorno lì. La sospensione dell’Accordo di Schengen in scadenza il 30 aprile, per frenare il terrorismo internazionale. Nell’eventualità di una proroga, quasi certa, per il crescendo della pandemia asiatica. 
La decisione, d’antan, dell’Italia di interrompere i viaggi aerei con la Cina cos’è se non una chiusura delle frontiere, un controllo serrato dei confini, per la difesa della sicurezza (sanitaria) nazionale? Tanto più che a fianco degli sbarchi, contenuti, per la buona azione dell’ex Ministro Minniti, continuata, successivamente, su per giù la medesima strategia, dal leader leghista,  l’insoluto preponderante sono le centinaia di migliaia di clandestini a zonzo sul territorio, senza fissa dimora, manovalanza preziosa per smercio di droga e  criminalità organizzata, coalizzata con la violenta mafia nigeriana che in Italia ha costruito una piattaforma di smercio per l’Europa. Sofferenze che si ripercuotono nelle periferie delle città, nei quartieri delle case popolari che, a girarci, rimangono un altro mondo. Tragico e senza legge.

MAURIZIO GUANDALINI

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