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Giornata di vertici Sicurezza, non c'è accordo

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Governo e maggioranza provano a rilanciarsi con una giornata di vertici tematici sui temi più importanti, ma il clima politico continua a essere rovente con lo scontro fra Italia Viva e il resto della maggioranza. 
E il segno delle difficoltà viene dal più spinoso dei confronti ieri in programma, quello sui decreti sicurezza, che il Pd vuole abrogare e il Movimento 5 Stelle vuole solo modificare. E infatti nessun accordo è stato raggiunto al tavolo, anche se tutti affermano che le distanze non sono poi molte. Poi però il reggente 5 Stelle Vito Crimi precisa: «Non ci sarà un ritorno al passato, dai decreti Sicurezza ci sono stati anche effetti positivi». Nel vertice durato tre ore a Palazzo Chigi sì è deciso che ci saranno due secreti separati, uno sulla Sicurezza e uno sull’Immigrazione. Intanto non si è entrati nel merito dell’articolato dei due dl sicurezza. Le modifiche dovranno comunque rispondere ai rilievi sollevati già l’estate scorsa dal Presidente. 
Vertici di maggioranza ieri anche sulla scuola e sulla sanità, e poi in serata sulle riforme. Si vuole ripartire da quelle già avviate sia alla Camera che al Senato. Si riparte, quindi, con la riforma elettorale alla Camera e con le riforme costituzionali, depositate sia alla Camera che al Senato, sull’equiparazione dell’elettorato dei due rami del Parlamento, la modifica dei delegati regionali che eleggono il Capo dello Stato, e l’elezione del Senato a base  nazionale. 
Ma la giornata non è stata esente da polemiche. Renzi ha accusato parte del governo di voler cacciare Italia Viva, ma di non esserci riusciti. Nel caso, aggiunge, non ci sarebbero elezioni ma un nuovo Governo.

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