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Juve, Sarri contento i tifosi molto meno

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CALCIO Solo applausi (e ci mancherebbe altro) per Giorgio Chiellini. Di nuovo in campo per una quindicina di minuti per la prima volta dal 24 agosto, quando il suo ginocchio fece crac contro il Parma.  Fischi invece per la Juve, nonostante il 2-0 casalingo contro il Brescia: la solita Signora impacciata e per nulla fluida, ecco. Incapace di prendere a pallate il povero Andrenacci, terzo portiere del Brescia (all’esordio) visto il forfait di Joronen e l’infortunio subìto da Alfonso dopo una decina di minuti di gioco. Insomma: nonostante alla squadra di Lopez mancassero anche Tonali, Gastaldello, Romulo, Torregrossa e Cistana, la partita è rimasta in equilibrio per molto più tempo rispetto a quanto sarebbe stato lecito attendersi. Addirittura, a metà ripresa il Brescia ha avuto con Bjarnason la possibilità di arrivare al pareggio: il suo tiro dal limite dell’area è però finito dritto in curva e la Juve ha potuto tirare un sospiro di sollievo. Di lì a poco sarebbe arrivato il raddoppio di Cuadrado che, dopo la punizione del primo tempo calciata con successo da Dybala in seguito al fallo (e quindi alla seconda ammonizione, con conseguente doccia anticipata) di Ayè, ha fissato il punteggio. «Abbiamo fatto quello che dovevamo fare – così Sarri - iniziando bene e avendo la giusta pazienza. Poi abbiamo chiuso la gara e colpito pali». Detta così, pare essere stata una domenica quasi perfetta: la realtà è un’altra, né i legni di Rugani, Bentancur e Dybala (cui il gol in campionato mancava dal 18 dicembre) possono cambiarla. È una Signora vulnerabile: meglio ricordarselo. E che rischia peraltro di perdere Pjanic, uscito arrabbiatissimo pochi minuti dopo il suo ingresso in campo per un fastidio agli adduttori.

DOMENICO LATAGLIATA

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