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Gli studenti contro il presidente Edisu

TORINO

Università «Il presidente Edisu vuole negare il diritto allo studio agli studenti e alle studentesse antifascisti, vogliamo che si dimetta». Sono sul piede di guerra gli attivisti dei collettivi universitari, che hanno chiesto la “testa” del presidente Alessandro Sciretti «il quale si è permesso di minacciare gli studenti denunciati dalla polizia di esclusione dell’erogazione delle borse di studio». Per capire la situazione, occorre tornare a giovedì scorso, quando  al Campus Einaudi ci sono stati scontri tra agenti e ragazzi dei collettivi che protestavano per il volantinaggio del Fuan -  formazione di estrema destra -   organizzato contro il convegno dal titolo “Fascismo, colonialismo e foibe”. Scontri terminati con tre arresti e una quindicina di denunce. Dopo quei fatti, il presidente Edisu, vicino alla Lega, aveva invocato restrizioni per gli studenti denunciati, nel caso ci fossero stati tra loro destinatari di borse di studio. Una posizione che ha scatenato la polemica. L’Università ha risposto subito, confermando «il massimo impegno per garantire e promuovere le politiche di accesso allo studio». Ieri hanno parlato i collettivi. «Una simile posizione è inaccettabile da parte del presidente - dice Studenti Indipendenti - il quale non solo disattende il regolamento dell'Ente, che non prevede certo che il presidente Edisu possa revocare borse di studio a suo piacimento, ma si fa portabandiera dell’idea che studenti militanti e antifascisti/e non abbiano diritto di studiare per colpa dei loro valori, dando un seguito gravissimo ad un intervento già punitivo, intimidatorio e repressivo da parte della polizia». Cristina Palazzo

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