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Ora tra Conte e Renzi lo scontro è durissimo

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ROMA Dopo giorni di silenzio sulle fibrillazioni che hanno attraversato la maggioranza per via della riforma della prescrizione, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte ha sbottato: «È surreale e paradossale che il maggior partito di opposizione sia nella maggioranza. Credo che su questo Italia Viva debba dare un chiarimento agli italiani». A stretto giro di posta è arrivata la replica di Matteo Renzi: «Presidente la palla tocca a te. Noi non abbiamo aperto la crisi, non facciamo polemiche. Se noi siamo opposizione, voi non avete la maggioranza. Se vuoi cambiare maggioranza fallo, ti daremo una mano». Insomma, tensione alle stelle, con il premier Conte che in serata telefona al presidente Mattarella e il capodelegazione dem al Governo, Franceschini, che riunisce i ministri Pd per valutare la situazione.

Stralciato il “Lodo Conte bis”

Nella notte il Cdm - disertato dalle ministre di Italia Viva - con all’ordine del giorno la riforma del processo penale; mentre il lodo “Conte bis” sulla modifica della legge Bonafede sulla prescrizione è stato stralciato. Ma la rottura sembra ad un passo, dopo il culmine dei reciproci scambi di accuse. «Sfido gli italiani a comprendere come può un compagno di viaggio minacciare la sfiducia di un ministro che non è solo il capo delegazione della principale forza di maggioranza relativa, ma è anche il ministro che abbiamo lodato tutti per la riforma del processo civile», ha detto il premier contro Italia Viva e in difesa del Guardasigilli Bonafede. «Sono cose che da un partito di opposizione che volesse fare una opposizione aggressiva e maleducata si possono anche accettare - ha aggiunto Conte - ma chiedo agli italiani: da un partito di maggioranza si possono accettare? Occorre lavorare con spirito costruttivo».

Prospettive al ribasso

Intanto la paura del coronavirus influenza i mercati, che scendono in territorio negativo. La Commissione Ue trema per l’impatto sull’economia: «È il primo rischio», ha detto il commissario Gentiloni. Mentre per Brruxelles «i rischi al ribasso sulla prospettiva di crescita dell’Italia restano pronunciati».

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