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Cina, nuovi conteggi Si impennano i contagiati

il virus cinese

L'improvviso aumento in Cina dei contagi del nuovo coronavirus della polmonite Covid-19 è legato a un cambiamento nei criteri diagnostici adottati per il conteggio da parte delle autorità sanitarie nell'Hubei. Questo spiega il dato esorbitante dei 14.840 nuovi casi di mercoledì rispetto ai 1.638 del giorno prima. 

Contagio.    Finora il contagio veniva confermato solo dopo i risultati positivi dei test sull'acido nucleico, che impiegavano anche due-tre giorni per essere disponibili. Non solo: i kit per i test con i tamponi nella provincia cinese epicentro dell'epidemia cominciavano a scarseggiare negli ultimi giorni. Ma soprattutto, nel corso di queste settimane di crisi, i sanitari avevano rilevato anche casi di 'falsi negativi', ovvero persone che erano comunque state contagiate ma i cui test risultavano negativi. Lo stesso Li Wenliang, il medico-eroe tra i primi a denunciare l'epidemia a Wuhan, risultò quattro o cinque volte negativo prima che gli venisse diagnosticata l'infezione che poi lo ha ucciso. Questo ha messo in allarme le autorità cinesi che, nelle ultime ore, hanno deciso, nella provincia epicentro del focolaio, di includere tra i casi di contagio anche le diagnosi cliniche da polmonite e quelle fatte sulla base delle immagini da tomografica computerizzata (la cosiddetta CT scan).      I parametri di diagnosi per il contagio del nuovo coronavirus cinese sono cambiati solo nella provincia di Hubei, mentre sono rimasti invariati nelle altre province della Repubblica popolare.    La novità dà più ampio potere discrezionale ai medici, che possono isolare più velocemente i pazienti contagiati per curarli. Ma rappresenta un'ulteriore sfida per le autorità che adesso dovranno curare un maggior numero di pazienti. 

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