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Virus, il nome ufficiale da oggi è SARS-CoV-2

il virus cinese

ROMA Il virus che causa l’epidemia che sta preoccupando il mondo ha un nuovo nome: Sars-CoV-2. Lo ha stabilito il comitato internazionale che dà il nome ai virus (Ictv), sottolineando che si tratta di un coronavirus «parente» della Sars. Martedì l’Oms aveva invece battezzato la sindrome causata dal virus Covid-19. Al momento sono 45.183 i casi di contagio - ieri il primo a Londra - e 1.115 le vittime. In 4.740 si sono ripresi.

I morti crescono di meno

Un dato positivo è che per la prima volta da inizio febbraio, i morti registrati in 24 ore sono diminuiti di oltre il 10%. In conseguenza dell’epidemia è stato annullato il Mobile World Congress, la più importante fiera della telefonia mobile in programma a fine febbraio a Barcellona. Intanto altre 40 persone a bordo della nave Diamond Princess, in quarantena al largo di Yokohama, in Giappone, sono risultate positive. Così il totale di persone che hanno contratto il virus durante la crociera sale a 174. Ma intanto l’operatore della nave, a bordo della quale ci sono 35 italiani, ancora tutti immuni, ha detto che la quarantena finirà il 19 febbraio.

Condizioni stazionarie

Dal bollettino medico risulta che i coniugi cinesi ricoverati allo Spallanzani di Roma rimangono in terapia intensiva, in condizioni stazionarie. I 20 compagni di tour, isolati in ospedale da due settimane, sono risultati ripetutamente negativi ai test e oggi potrebbero uscire. Sta bene anche il giovane italiano ricoverato, non ha febbre. In tutto sono 64 i pazienti sottoposti finora al test. Di questi, 46, risultati negativi, sono stati dimessi; mentre 18 sono tutt’ora ricoverati.

Oms: «Previsioni premature»

Zhong Nanshan, l’epidemiologo cinese assurto a fama internazionale quando fu in prima linea contro la Sars nel 2003 ha previsto che l’attuale epidemia possa raggiungere il picco tra metà e fine febbraio e concludersi entro aprile, in Cina. Ma l’Oms ribatte: «È troppo presto per indicare quando finirà». Ieri la Cambogia ha autorizzato l’attracco della nave da crociera statunitense Westerdam, dopo che cinque Paesi (Giappone, Guam, Filippine, Taiwan e Thailandia) avevano negato l’approdo.

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