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Oms: «Il coronavirus è il nemico numero uno»

il virus cinese

ROMA Covid-19 è il nome con il quale l’Organizzazione mondiale della Sanità ha denominato ufficialmente il nuovo coronavirus che ha già fatto solo in Cina 1.017 vittime, con 42.708 casi confermati di contagio; mentre nel resto del mondo i casi di contagio sono stati 393 in 24 Paesi, al momento con un solo decesso. «Con il 99% dei casi concentrato in Cina - ha detto il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus - il Covid-19 rimane un’emergenza per quel Paese, ma rappresenta una grave minaccia per il resto del mondo. Un virus può creare più sconvolgimenti politici, economici e sociali di qualsiasi attacco terroristico: il mondo si deve svegliare e considerare questo virus come il nemico numero uno».

«Infezione estesa»

«Se il virus non sarà messo sotto controllo - ha messo in guardia Gabriel Leung, preside della facoltà di Medicina della Hong Kong University - potrebbe infettare circa due terzi della popolazione mondiale». Anche se alcune stime parlano di una mortalità inferiore al 3%. Intanto arrivano buone notizie dallo Spallanzani: la coppia di Macao presenta un «lieve miglioramento», soprattutto l’uomo, anche se i due coniugi restano in terapia intensiva. Sta bene anche il giovane, unico caso noto di italiano contagiato. In tutto, finora 58 pazienti sono stati sottoposti al test.

«Massimo rigore»

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha rassicurato: «Non c’è alcun allarme che riguarda l’Italia o l’Europa, dove la percentuale dei casi è residuale. L’auspicio è che le misure adottate in Cina possano portare in un tempo breve al “livello di picco” e che possa poi iniziare la fase di regressione. Nel frattempo lo strumento di cui disponiamo è quello di controlli rigorosi. E le misure sin qui assunte in Italia sono del livello più alto in Europa e forse nel mondo». Il ministro ha poi precisato che «allo stato non ci sono elementi da poter giustificare una limitazione della libertà di circolazione delle persone all'interno dell’area Schengen» e comunque «è l’autorità scientifica a indicare il rischio sanitario, non altri». Negli aeroporti italiani sono stati già monitorati 5.412 voli e 639.360 passeggeri, grazie all’impegno di 800 medici e volontari della protezione civile. Per nessuno passeggero si è resa necessaria l’applicazione del protocollo sanitario.

Guarita bimba di 4 mesi

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha annunciato «un tavolo per studiare un piano di investimenti a sostegno delle imprese danneggiate», anche grazie ai 300 milioni disponibili attraverso l’Agenzia Ice per aiutare il “made in Italy”. All’esterno confermato in California il primo caso di contagio di un cittadino statunitense evacuato da Wuhan. In Cina una bambina di quattro mesi è stata dimessa dall’ospedale di Haikou dopo essere guarita dalla polmonite da coronavirus.

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