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Sulla prescrizione il governo ora vacilla

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ROMA Renzi è determinato ad andare avanti e non molla di un millimetro nella battaglia sulla prescrizione. E avverte: se gli alleati di governo presenteranno il “lodo Conte bis” sotto forma di emendamento al Milleproroghe o attraverso un decreto, Italia Viva voterà contro. E se porranno la fiducia su uno dei due provvedimenti, allora i renziani presenteranno al Senato una mozione di sfiducia nei confronti del Guardasigilli Alfonso Bonafede. Per tutta la giornata ieri si sono susseguiti gli avvertimenti dei renziani al governo, che non è mai stato così in bilico.

Botta e risposta

Minacce rispedite al mittente da Pd e M5S: Renzi vuole sfiduciare Bonafede? Sappia che sarebbe una sfiducia a tutto l’esecutivo. La maggioranza è ai ferri corti, con Italia Viva da una parte e l’asse composto da dem, pentastellati e Leu dall’altra e, ad ora, non si intravede via d’uscita. «Noi non molliamo di un centimetro», ha fatto trapelare Renzi prima di incontrare i suoi parlamentari. «Sui diritti dei cittadini - ha aggiunto - non si fanno pasticci da azzeccagarbugli». Replicano a muso duro i 5 Stelle: «Invece di continuare a minacciare e provocare dica se vuole uscire dalla maggioranza». Ancor più netto il capo delegazione dem, Dario Franceschini: «Se un partito di maggioranza minaccia di sfiduciare un ministro, sta minacciando di sfiduciare l’intero governo».

Nelle mani di Conte

Per il momento il premier Giuseppe Conte si tiene fuori dalla disputa, impegnato nel primo tavolo tematico sull’Agenda 2023 (dove ha definito come «assoluta priorità del governo già per il 2020 il sostegno alle famiglie numerose e a basso reddito»). Intanto sembra tramontata la strada di un emendamento del governo al decreto Milleproroghe. I tecnici non sono venuti a capo di una modalità e forma che potesse evitare la mannaia dell’ammissibilità. Uno stallo che, di conseguenza, blocca anche i lavori sul decreto, in scadenza a fine mese e che, al suo interno, contiene anche altri nodi da sciogliere (Autostrade, sugar e plastic tax). Così il Consiglio dei ministri è slittato a giovedì.

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