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Frecciarossa deraglia ed è l’incubo a Lodi

Lodi

Due morti e trentuno feriti nell’incidente ieri all’alba, quando un treno Frecciarossa partito da Milano Centrale e diretto a Salerno è deragliato all’altezza di Ospedaletto Lodigiano. Le cause sono ancora da accertare, quello che è certo è che la tratta era interessata da lavori di manutenzione anche nella notte precedente e il treno era il primo a passare dopo qualche tempo.  Però - sottolinea la ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli, «non bisogna lasciare spazio a fantasie e ricostruzioni inidonee». 
Sul treno dell’Alta velocità c’erano poche persone, era il primo Frecciarossa che partiva da Milano. Da quello che emerge dalla scena dell’incidente, la motrice si è staccata per i sistemi di sicurezza e il treno ha proseguito la sua corsa fino ad arrestarsi, con la carrozza di testa adagiata su un fianco. La motrice invece ha fatto una corsa solitaria, facendo un testa coda dopo circa 800 metri quando è andata a urtare contro una casa cantonale, travolgendo alcuni carrelli ferroviari. Le vittime, i due macchinisti, sono stati sbalzati all’esterno. 
Tra i feriti, uno è più grave con fratture multiple a un arto. Alcuni passeggeri in fondo al treno hanno raccontato di essersi accorti di poco, mentre altri hanno descritto la scena. «È durato tutto meno di un minuto, Sono rimasta aggrappata al mio posto con tutte le mie forze e lì sono rimasta. Non ho visto gente che volava», racconta Chiara. «Ci siamo detti “è finita” e tenuti per mano - racconta il 28enne Alex Nuvoli - Poi ci siamo resi conto che potevamo salvarci. Con altre persone ci siamo aiutati a vicenda. Abbiamo trovato un finestrino mezzo rotto, lo abbiamo preso a calci e siamo usciti». 
Proclamato per oggi uno sciopero dei dipendenti del Gruppo FS Italiane dalle 12 alle 14.

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