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Nocenzi: «Tanta voglia di tornare»

Vittorio Nocenzi Banco del Mutuo Soccorso

MUSICA «Transiberiana è un album nato dalla voglia di dare una risposta alle aspettative dei fans, che volevano sapere le nostre intenzioni dopo i lutti che avevano colpito la band. Avremmo continuato? Ci sarebbe stato ancora il Banco? Le domande e le aspettative erano tante e dovevamo dare loro una risposta adeguata». Queste le parole del tastierista e compositore Vittorio Nocenzi, uno dei fondatori del Banco del Mutuo Soccorso, per introdurre “Transiberiana”, album al centro del concerto che la leggendaria band terrà stasera alle 21 al Parco della Musica. È il primo disco di inediti del gruppo dopo circa venticinque anni.

Cosa ha significato per voi realizzare “Transiberiana”?
«Esprimere la consapevolezza del privilegio di cui siamo fatti oggetto, cioè di un amore e considerazione davvero speciali, che dovevamo ricambiare con un lavoro nuovo, inedito, espressione di amore e ringraziamento per un pubblico davvero speciale. Doveva essere un disco ispirato, dotato di radici profonde, fondate sulla verità del proprio contenuto».

Quanto è cambiata la scena musicale rispetto ai vostri inizi negli Anni ‘70?
«Completamente. È cambiata come è cambiato il vivere quotidiano, perché l’arte è sempre espressione del proprio tempo, non può essere diversamente. Gli anni ’70 sono stati il trionfo della ricerca, della sperimentazione, era la celebrazione della diversità intesa come ricchezza».

Le piace la musica che si sente in giro oggi?
«No, non mi piace. Non si deve e non si può generalizzare, ma credo di poter dire che non mi piace perché non va oltre l’aver trovato due suoni interessanti, con i quali esprimere lo stretto indispensabile per confezionare uno slogan o un riff accattivante».

 

 

STEFANO MILIONI

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