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Con The Leading Guy un live ai tempi dell’amore virtuale

The Leading Guy

MUSICA È The Leading Guy il protagonista del concerto in programma domani alle 21,30 allo Spazio Rossellini. Firma fra le più promettenti della nuova canzone d'autore, il 33enne artista bellunese presenterà i brani dei due album in inglese pubblicati fino a oggi, "Memorandum" e "Twelve Letters", e "Per non andare via", la sua prima canzone in italiano

Come è nato l'impulso di scrivere canzoni?
«Dalla voglia di raccontare. Le prime canzoni le ho scritte nel periodo in cui vivevo in Irlanda, una terra di tradizione orale, e questo mi ha influenzato. Quello che mi tengo dentro nella vita cerco di metterlo nelle canzoni».

Cosa significa per The Leading Guy fare musica?
«Cercare di rinnovare i pensieri, di vedere le cose sotto prospettive diverse. Nei tre minuti di una canzone cerco sempre di mettermi in gioco».

Quali sono gli artisti che l'hanno maggiormente influenzato?
«Bob Dylan su tutti per la sua libertà artistica. Sono cresciuto con il folk americano, ma anche i cantautori nostrani come Guccini e De Gregori mi hanno insegnato molto. L'invidia più grande però va alla musica di Paolo Conte».
 
Come è nata "Per non andare via", la sua prima canzone in italiano? Come mai fino a oggi avevi scritto solo in inglese?
«È stata una fulminazione. L'ho scritta in dieci minuti e per molto tempo è rimasta chiusa in un cassetto. Ho cercato di dimenticarla ma continuava a rimbalzarmi dentro e così mi sono deciso. È un brano che tira le somme di questi cinque anni di The Leading Guy e sono felice sia in italiano. Prediligo l'inglese perché è la lingua con cui riesco ad esprimermi più spontaneamente. Aver cominciato in Irlanda mi ha sicuramente influenzato».

Che rapporto ha con Roma?
«Roma è una città che mi ha sempre accolto in maniera straordinaria e chiudere il tour nella capitale sarà emozionante. Stare sul palco è una sensazione bellissima e appagante. In questi tempi di amore virtuale poter fare chilometri per raggiungere le persone è un gesto che mi fa sentire vivo e reale».

 

 

STEFANO MILIONI

 

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