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«Roma il posto ideale per i gruppi criminali»

Criminalità a Roma

ROMA  Lo stato di isolamento e di abbandono in cui versano da tempo diversi quartieri e l’elevata presenza di extracomunitari e disoccupati che costituiscono «un bacino di manovalanza a basso costo da impiegare per le attività illecite» rendono Roma «il luogo ideale delle organizzazioni criminali che intendono investire capitali illeciti». La Capitale è caratterizzata da una «presenza mafiosa plurima, diversificata e variegata in cui non c’è un soggetto che prevalga su altri perchè in un territorio così esteso e complesso coesistono più realtà che, accomunate dallo stesso interesse illecito, si riconoscono e si rispettano reciprocamente». È l’analisi sul crimine a Roma illustrata dal prefetto Gerarda Pantalone (nella foto) in  commissione Antimafia.

Tanti gruppi criminali 
 La capitale, oltre a registrare la presenza di esponenti della camorra, della ’ndrangheta e, in misura minore, di Cosa Nostra, ha visto crescere negli ultimi anni gruppi criminali autonomi «con strutture tipiche delle organizzazioni mafiose» e realtà straniere (di provenienza cinese, rumena, magrebina e balcanica) «capaci di aggredire lo spazio economico-finanziario della città». Il consumo e lo spaccio di droga, l’usura e il gioco d’azzardo sono le principali fonti di investimento. 
Pantalone ha poi ricordato la presenza della «ndrangheta a Centocelle, a Primavalle, Aurelio, Cassia e Prima Porta, nei comuni di Anzio e Nettuno e nell’area dei Castelli». La «camorra è presente fin dagli anni ’80, anche in aree di prestigio come il centro della Capitale, il clan dei Casalesi è attivo in zona Ostiense» e ancora il «clan Moccia a Torre Angela e Tor Bella Monaca». Riguardo poi ai Casamonica il prefetto ha ricordato che sono attivi  specie nella zona «Tuscolana e nel quadrante Sud».

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