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«Siamo tre uomini che odiano l’estate»

Cinema/Aldo Giovanni e Giacomo

CINEMA “Estate sei calda come i baci che ho perduto”, cantava Bruno Marino nel 1960 e il titolo di quella canzone era originariamente “Odio l'estate”. Ci hanno pensato Aldo, Giovanni e Giacomo, titolando così la loro decima commedia, in sala dal 30 e con Massimo Venier di nuovo dietro la macchina da presa.

Ci hanno pensato «ma con l'interesse principale di raccontare le realtà umane attraverso il medio borghese, il nullafacente e il poveraccio che sta perdendo il negozio. Ma non abbiamo pensato a rappresentanze o allusioni politiche, anche se si cita la flat tax che io ancora sogno», dice Giacomo, nel film un dentista «che fattura pure», affiancato da Aldo, ipocondriaco  cantante mancato, amante sfegatato di Massimo Ranieri, e da Giovanni, calzolaio maniaco della precisione (ormai in fallimento). 

Con loro  Lucia Mascino, Carlotta Natoli e Maria Di Biase.

Tutti  stretti nella stessa casa, nello stesso mare, nella stessa spiaggia «per raccontare l'Italia che è la sola cosa che ci interessa».

Insieme anche a ricreare l'alchimia tra loro, «cosa che all'inizio non c'era perché ci conosciamo dai nostri 15 anni e non mi sopportavano, mi davano del terrone», ricorda Aldo scherzando.

E Giovanni aggiunge: «però presto abbiamo capito che c'era tra noi una totale affinità».

Chiude Giacomo: «non c’è una formula per far ridere. Cerchiamo di restare noi stessi, giusto un po' invecchiati».

SILVIA DI PAOLA

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