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Addio Kobe Bryant L'Italia ti piange

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BASKET Kobe Bryant si era appena congratulato con LeBrons James, che lo aveva sorpassato nella classifica dei migliori marcatori di tutti i tempi con la maglia dei Lakers. Poi è salito sull’elicottero, il suo Sikorsky S-76 con cui si muoveva abitualmente da Newton Beach allo Staples Center di Los Angeles, ed è finito tutto. La notizia, lanciata da Tmz.com, è corsa come una folgore. Non si sa ancora cosa sia successo, se un’avaria, o un incidente per la scarsa visibilità. Quello che è certo è che il velivolo si è schiantato sulle colline di Calabasas, nella contea di Los Angeles, alle 10 del mattino locali, le 19 italiane, portandosi via uno dei più grandi cestisti di tutti i tempi. Era con altre quattro persone, tutte morte. Fra loro ci sarebbe anche la figlia Gianna, 13 anni. Kobe Briant aveva 41 anni, e si era ritirato nel 2016 dopo 5 campionati Nba, 18 titoli All-Star e due ori olimpici. Lascia la moglie Vanessa e le figlie superstiti Natalia, Bianca e la piccola Capri, nata a giugno. Se ne va un pezzo d’Italia: da bambino crebbe tra Rieti, Reggio Calabria, Pistoia, Reggio Emilia, dove giocava papà Joe. Meneghin a Rainews: «Lo conobbi a Milano nei ‘90, lo scarrozzai in giro a vedere la città. Disponibile, gentile, sorridente, impeccabile professionista, parlava benissimo l’italiano. Era un campione e un esempio».

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