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Il contagio si allarga In costruzione altri ospedali

il virus cinese

Salgono a 1.363 i casi confermati in Cina di polmonite da coronavirus, e con il primo caso confermato nella provincia occidentale del Qinghai, l’unica area della Cina a rimanere esclusa dal contagio rimane la regione autonoma del Tibet.     Secondo quanto riferito su Twitter dal Quotidiano del Popolo, inoltre, sono 28 su 31 le amministrazioni provinciali cinesi che hanno indetto il livello massimo di risposta alle emergenze sanitarie causate dalla polmonite da coronavirus, che ha finora provocato 41 morti nel Paese.

Isolati a milioni. La Cina allarga il suo cordone sanitario per contenere la diffusione del misterioso coronavirus approdato anche in Europa: adesso le persone isolate dal resto del mondo, hanno fatto sapere le autorità locali, sono 56 milioni. Altre cinque città della provincia di Hubei sono state aggiunte alle 13 che erano già interessate dal cordone sanitario imposto dal governo: in particolare, sono chiusi i trasporti pubblici da e per le città a rischio e sono chiusi gli accessi autostradali che servono i vari conglomerati abitativi.    Al momento sono dunque 18 le città dell'Hubei che hanno una qualche sorta di restrizione al movimento dei loro abitanti.

Contagi. Solo a Wuhan, la città cinese epicentro dell'epidemia del misterioso coronavirus che ha già fatto 41 vittime nel gigante asiatico, sono possibili fino a 350 mila nuovi contagi nel giro di appena due settimane. E' quanto sostiene un gruppo di ricercatori dell'università di Lancaster, secondo i quali al momento a Wuhan sono stati identificati solo il 5,1% dei contagi.  "Se non cambia nulla nel controllo o nella trasmissione, ci aspettiamo dunque ulteriori epidemie nelle città cinesi e che l'infezione continui ad essere esportata verso destinazioni internazionali a un ritmo crescente", si legge nelle conclusioni dello studio. "Tra 14 giorni, il 4 febbraio 2020, il nostro modello predittivo indica che il numero di persone contagiate a Wuhan sia superiore a 250 mila (tra le 164mila e le 351 mila).    Secondo il team di ricercatori le prossime città ad avere picchi di epidemia saranno Shanghai, Pechino, Guangzhou, Chongqing e Chengdu. Al 4 febbraio, al di fuori dalla Cina i Paesi più a rischio di import del virus saranno Thailandia, Giappone, Hong Kong e Sud Corea. Gli scienziati suggeriscono anche che il blocco dei trasporti a Wuhan "probabilmente non riuscirà ad essere efficace" nel frenare il contagio in Cina: "Con il 99% di riduzione effettiva dei movimenti, l'entità dell'epidemia all'esterno di Wuhan può essere ridotta solo  del 24%".

Wuhan. La città di Wuhan, epicentro dell'epidemia del misterioso coronavirus che ha già causato 41 vittime in Cina, ha deciso di costruire in tutta fretta un secondo ospedale per far fronte ai ricoveri. Lo rendono noto i media di Stato cinesi. La struttura, che si chiamerà Leishenshan, sarà pronta in due settimane e ospiterà 1.300 posti letto per ovviare alla carenza di posti letto nelle strutture esistenti.     Una prima nuova struttura dedicata alla cura del coronavirus a Wuhan, i cui lavori di costruzione sono cominciati la notte tra il 23 e il 24 gennaio scorsi, sarà, invece, pronta entro il 3 febbraio prossimo. Intanto le autorità sanitarie di Wuhan hanno deciso di requisire diecimila posti letto da 24 strutture ospedaliere da destinare agli ospedali che curano le persone affette da coronavirus o sospettate di avere contratto il virus. Lo ha reso noto la stessa Commissione per la Sanità locale, precisando che finora sono disponibili quattromila posti letto per pazienti sospetti e confermati e che entro la fine di gennaio saranno pronti altri seimila. “Requisiremo più ospedali in base allo sviluppo dell’epidemia”, si legge nella nota emessa dall’amministrazione di Wuhan. 

Hong Kong. Il governo locale di Hong Kong ha dichiarato l'emergenza per il virus respiratorio partito dalla città cinese di Wuhan. Lo ha comunicato la governatrice Carrie Lam, che ha disposto misure per la riduzione del rischio di diffusione dell'infezione. Nel corso di una conferenza stampa oggi a Hong Kong, dopo il suo ritorno da Davos, la leader di Hong Kong ha annunciato anche la sospensione di tutti i voli da e per Wuhan e i collegamenti ferroviari ad alta velocità con la città da cui si è diffusa l’epidemia. La città ha finora registrato cinque casi confermati di persone affette da coronavirus.

Australia.  Sale a 4 il numero dei casi di coronavirus in Australia, dove le autorità hanno confermato che altre tre persone sono risultate positive al virus della polmonite partito dalla città cinese di Wuhan. Poche ore prima, era stato comunicato il primo caso confermato a Melbourne. I tre casi ulteriori riguardano pazienti di 53, 43 e 35 anni, tutti in isolamento. Due di loro, secondo quanto dichiarato dalle autorità sanitarie dello Stato del New South Wales, sono uomini che erano tornati in Australia il 6 e il 9 gennaio scorsi, mentre la data di rientro nel Paese del terzo paziente ricoverato deve essere ancora resa nota. Tutti e tre i pazienti erano stati a Wuhan. Nessuno appare in gravi condizioni. 

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