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Galoni: «Racconto questo tempo omologato»

Roma/Musica

ROMA «Nell'accezione dantesca gli incontinenti sono coloro che non riescono a contenere il desiderio morboso del vizio perchè danno poco spazio alla ragione. E in questo cerchio abita la maggior parte di noi, me incluso». Parole di Emanuele Galoni, in arte Galoni, una delle grandi promesse della canzone d'autore, in concerto domani alle 21,30 al Monk di via Mirri. 

Classe 1981, proveniente dalla provincia di Latina, già da diversi anni attivo nella Capitale, Galoni ha conquistato l'attenzione di critica e pubblico con le sue composizioni di matrice folk in cui convergono le grandi tradizione della canzone d'autore e le moderne sonorità del nord Europa.

Non fa eccezione il suo terzo lavoro discografico, “Incontinenti alla deriva”, l'album - arrivato dopo “Greenwich” (2011) e “Troppo bassi per i podi” (2014) - al centro del concerto di domani.

Del disco fanno parte undici brani che intendono far riflettere sulle anomalie del periodo storico che stiamo vivendo e sulla omologazione del tempo. 

«Difficilmente - spiega il cantautore - riusciremmo a distinguere un 2004 da un 2013. Oltre alla moda, al costume, all'arte, al cibo o al suo modo di vivere, l'uomo è riuscito a massificare anche il tempo. Contrariamente al secolo scorso, quando gli eventi storici particolari, le innovazioni artistiche, le resistenze culturali riuscivano a dare un'identità a ogni singola pagina del lunario».

STEFANO MILIONI

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