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De Carlo: «Due di due, viaggio nel nostro doppio»

Libri/De Carlo

INTERVISTA Due di due (classe 1989) che esce trent’anni dopo in una nuova edizione illustrata dall’autore (La nave di Teseo, p. 499, euro 20), emana, rileggendolo, lo stesso fascino, come un amico ritrovato dopo tanto tempo che parla la tua stessa lingua. E non è un caso che sia una storia di amicizia questo romanzo con i due indimenticabili antieroi, Mario, voce narrante, il più timido e debole, Guido Laremi, intrepido e avventuroso, entrambi inquieti sin dai banchi di scuola, a rincorrere il sogno di una vita autentica senza adattarsi al mondo così com’è. Mario che si trasferirà nella campagna umbra, si sposerà e avrà due figlie mentre Guido girerà per l’Europa e l’Australia e avrà un destino opposto.

Andrea De Carlo, che rapporto ha con questo romanzo?
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Nei romanzi precedenti c’erano più filtri. La materia di Due di Due invece mi riguardava molto ed è stato impossibile non seguire il flusso del cuore. Mi sono isolato in uno stato di totale vulnerabilità e sono andato a scrivere in un casolare sperduto».

Questo romanzo ha avuto un grandissimo successo. Che corde ha toccato?
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Guido e Mario sono due facce della stessa persona. In ognuno di noi, c’è una parte prudente e un’altra che è propensa al rischio. Poi se ne fa prevalere una. E di solito è la parte Mario, la parte Guido può bruciarti. Ma anche la più cauta delle persone ha dentro desideri non confessati, e si riconosce in Guido».

Come può essere attuale presso i giovani un libro senza sociale cellulari?
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Resta sempre importante per i ragazzi l’estraneità al mondo degli adulti, il confronto su cosa uno è capace di fare e cosa vuole rispetto al mondo».

Nel libro c’è l’esaltazione della vita in campagna...
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Molte persone che hanno letto il libro hanno cambiato vita. C’è un liutaio che ora costruisce chitarre in un paesino in Liguria. Laureato in legge, era destinato a fare l’avvocato. Dopo aver letto Due di due, è andato a fare l’apprendista da un liutaio perché ha capito che era questa la sua passione vera».

Cosa significa questo per lei?
«
Quando succedono queste cose vuol dire che sei entrato in contatto con delle parti molto intime delle persone. Se tu scrivi romanzi, sinceramente, più di così non puoi desiderare».

ANTONELLA FIORI

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