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Il titolo d'inverno non esalta Maurizio Sarri

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CALCIO Sarri ha le idee chiare: «Il titolo di campione d’inverno non esiste. E quindi non mi interessa. Per di più, sono arrivato primo due volte con il Napoli al giro di boa: alla fine però non abbiamo vinto nulla». Ed in effetti non gli si può dare torto. Poi però ci sono le statistiche («badano solo al passato, non ci credo»), che qualche valore comunque ce l’hanno. E secondo le quali, nella serie A a girone unico, due volte su tre chi ha vinto lo scudetto d’inverno ha poi trionfato anche in primavera. Considerati 86 campionati (togliendo cioè il torneo 2004-2005, con il titolo revocato alla Juve a causa di Calciopoli e non assegnato), 58 volte su 86 si è poi cucito al petto il tricolore chi aveva virato davanti a tutti in inverno. In pratica, nel 67,4% dei casi. 
Come detto, ogni regola ha le sue eccezioni. Nel decennio che si è appena concluso, il Napoli è stato infatti due volte campione d’inverno (2015/16 e 2017/18), salvo poi venire sorpassato dalla Juve: motivo per cui Sarri adesso incrocia le dita, pur essendo passato dall’altra parte. Del resto la sua Juve non appare imbattibile, pur rimanendo favorita. Anche in virtù di un calendario che le strizza l’occhio: nel girone di ritorno i bianconeri (che ieri hanno salutato Demiral: rottura del crociato) avranno infatti anche il vantaggio di giocare in casa gli scontri diretti con Inter, Lazio, Roma e Atalanta. La strada verso il nono tricolore di fila pare spianata: con buona pace di Sarri.

Domenico Latagliata

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