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«La guerra è finita ma il ricordo deve restare»

Tv/Rai1

ROMA Vuole raccontare un futuro che ricomincia. Anzi “una resurrezione”. Dai campi di sterminio e da tutto l'orrore del mondo. Una resurrezione di bambini. È “La guerra è finita” diretto da Michele Soavi  da oggi in onda su Rai1 per  quattro prime serate.

Protagonisti Isabella Ragonese e Michele Riondino che, spiega Soavi, «sembra un cacciatore di bambini, ma in realtà cerca disperatamente sua moglie e suo figlio deportati:  siamo subito dopo la fine della guerra e la storia è  quella di Sciesopoli a Selvino, dove tra il ‘45 e il ‘48 furono raccolti e aiutati in un istituto più di 800 bambini e adolescenti ebrei provenienti dai campi di concentramento».

Per la Ragonese  «era importante ascoltare i bambini come fosse la prima volta che sentivo cose del genere. È un modo di stare all'ascolto che mi piacerebbe mantenere e che consiglio  a tutti perché purtroppo cose del genere continuano a succedere, basti pensare che una sopravvissuta ai lager come Liliana Segre deve oggi girare con la scorta. Spero che anche una fiction come questa aiuti a mantenere  quell'indignazione, quella rabbia, quello stupore, quel dolore di chi ha sentito per la prima volta ciò che era successo nei lager».

Per Riondino è un dovere morale il lavoro della memoria: «Ben vengano storie del genere in un momento in cui si sentono rigurgiti antisemiti perché il fascismo non è un'opinione e l'antifascismo deve mantenere alta l'attenzione e contrastare la barbarie anche con la memoria».

SILVIA DI PAOLA

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