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Regge la tregua in Libia con girandola diplomatica

Libia

LIBIA Seppure con accuse reciproche di violazioni, sembra sostanzialmente reggere la fragile tregua scattata sul terreno in Libia. Il governo di accordo nazionale libico di Fayez al Serraj denuncia che le milizie hanno sparato a Salaheddin e Wadi Rabii; mentre l’Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar controdenuncia violazioni della tregua a Tripoli. Intanto prosegue la girandola di contatti diplomatici per rafforzare la prospettiva di pace. Ieri il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha accolto Al Serraj; in mattinata lo aveva sentito anche il presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, che poi ha avuto conversazioni telefoniche anche con con la Cancelliera tedesca Merkel e il presidente russo Putin. «C’è ancora tanto lavoro da fare - ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio - ma la tregua è sicuramente un passo positivo dopo mesi di stallo e nel raggiungimento di questo primo risultato anche l’Italia ha fatto la sua parte».

Telefonate e incontri

Di Maio ha telefonato al suo omologo turco, Mevlut Cavusoglu, rafforzando la prospettiva di un incontro trilaterale Italia-Russia-Turchia. Oggi Conte incontrerà Erdogan ad Ankara. Successivamente il premier italiano si sposterà in Egitto per parlare con Al Sisi. Mercoledì il Copasir ascolterà Conte, di ritorno dalla sua missione. Sempre mercoledì il ministro Di Maio riferirà sia al Senato che alla Camera su Libia, Iran e Iraq. Ieri sera è stata smentita la voce di un sequestro della nave cargo italiana “Grande Baltimora” della Grimaldi. «La nave non è stata sequestrata dalle forze del maresciallo Haftar nè sottoposta a perquisizione - ha precisato la stessa compagnia armatrice - sta operando normalmente a Bengasi, dopo essere stata a Misurata, e tra poco ripartirà».

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