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Herzog incontra Gorbaciov e lo racconta al cinema

Cinema/Gorbaciov

ROMA Racconta di quando dormiva nella stalla accanto a un vitello appena nato e di quando scelse la facoltà di legge senza sapere perché. Di quando «la finanza era allo sbando e c'era carenza di tutto e la perestroika era una necessità». Ma anche di quando incontrò per la prima volta Margaret Thatcher e  le chiese «come faceva a star tranquilla seduta su un barile di armi nucleari». Racconta di come ha imparato a sue spese che «alla gente piacciono i politici come Boris Eltsin, i politici avventati».

Questo (e molto altro) sentirete da Michail Gorbaciov nel film diretto da  Werner Herzog e Andre Singer, “Herzog incontra Gorbaciov”, dal 19  in sala.

Di  Gorbaciov ci racconta tutto: dall'infanzia contadina ad oggi, in un presente in cui, spiega Herzog, «ho trovato a Mosca una figura tragica e solitaria, circondata da persone che lo incolpavano per la perdita dell'Unione Sovietica e per non aver adempiuto alle promesse della Perestrojka e del Glasnost».

Il tutto alternando l'intervista a Gorbaciov (avvenuta in tre momenti diversi) a immagini di repertorio, testimonianze e ricostruzioni, nella sintesi di un incontro tra un maestro del cinema e un gigante della politica che si conoscono e si parlano col cuore in mano. Con due chiuse importanti: quando gli si domanda cosa vorrebbe scritto sulla sua lapide,  risponde: «Che ci abbiamo provato». Poi  avverte: «Chi non capisce l'importanza del disarmo e della cooperazione dovrebbe lasciare la politica». Magari.

SILVIA DI PAOLA

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