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Valier: «Il film vi porta sulle ali dell’avventura»

Cinema/Sulle ali dell'avventura

ROMA Ha passato la vita a seguire uccelli migratori e oche selvatiche. Lo chiamano “Birdman” perché li ha seguiti in ogni dove e ha “volato” con loro, grazie al suo aeroplano ultraleggero. È Christian Moullec e la sua storia oggi  è un film. Lo firma Nicolas Valier, il regista di “Belle & Sebastien”. “Sulle ali dell'avventura”  è già campione di  incassi in Francia e da domani sarà nelle nostre sale, seguito dalla pubblicazione dell'omonimo libro. 

Cosa ha spinto Nicolas Valier a raccontare questa storia? 
«Andare oltre me e raccontare di un uomo che ammiro moltissimo per ciò che ha avuto il coraggio di realizzare con le oche selvatiche, la sfida un po' folle di volare al loro fianco su un ultraleggero per insegnare loro un nuovo itinerario migratorio. La sua determinazione in fondo somiglia alla mia: sapersi dare da fare per ciò che è ancora salvabile in natura».

Cosa ha aggiunto di suo? 
«Le tematiche che mi stanno a cuore: la trasmissione tra generazioni, nello specifico tra padre e figlio. Ma anche, e si tratta di un aspetto che conosco bene, il ritratto di un uomo talmente appassionato e coinvolto che a volte rischia di dimenticarsi le cose essenziali della vita: gli affetti, la famiglia, gli amici».

E i giovani... 
«Sì, perché solo loro possono ribellarsi a ciò che abbiamo fatto alla Terra ma devono vincere la pigrizia da cellulare e avere il coraggio di scoprire e andare nel mondo».

SILVIA DI PAOLA

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