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Ucciso il capo Pasdaran Tra Usa e Iran rischio guerra

Iraq

Il personale delle compagnie petrolifere straniere sta lasciando l'Iraq dopo il raid americano su Baghdad in cui è stato ucciso il capo dei Pasdaran iraniani, generale Qassem Soleimani. Lo riferisce Arab News, secondo cui i dipendenti delle società petrolifere si stanno radunando a Bassora, porto iracheno sul Golfo, per rientrare nei Paesi di origine.  "L'opera e il percorso del generale Qassem Soleimani non si fermeranno qui. Una dura vendetta attende i criminali, le cui mani nefaste si sono macchiate del sangue di Soleimani e degli altri martiri dell'attacco avvenuto la notte scorsa", è il messaggio lanciato da Ali Khamenei, guida suprema dell'Iran. 

Israele. Fonti del ministero degli Esteri e della Difesa israeliani hanno annunciato l’innalzamento dello stato di allerta per le proprie delegazioni all’estero dopo l’uccisione di Soleimani.  Inoltre, il livello di sicurezza è stato rafforzato per le delegazioni israeliane nelle “regioni sensibili”.

Soleimani. Gli americani hanno risposto due giorni dopo l'assalto all'ambasciata statunitense in Iraq con un raid vicino l'aeroporto di Baghdad che rischia di scatenare un terremoto nella geopolitica mediorientale.    Secondo le Forze di Mobilitazione popolare (Hashed al-Shaabi), la potente coalizione paramilitare filo-iraniana, ormai affiliata al governo di Baghdad, nel raid gli Usa hanno ucciso Qassem Suleimani, il potente generale iraniano capo delle milizie al-Quds dei Guardiani della Rivoluzione, la forza d'elite dell'esercito della Repubblica islamica, incaricata di compiere le operazioni all'estero. "Il 'numero 2' di Hashed, Abu Mahdi al-Muhandis, e il capo delle Forze al-Quds, Qassem Soleimani, sono stati uccisi in un bombardamento americano che ha colpito la loro auto sulla strada dell'aeroporto di Baghdad", ha riferito un portavoce.    L'attacco è avvenuto poco dopo la mezzanotte, una raffica di missili ha colpito due veicoli che si trovavano vicino l'aeroporto. Fonti della sicurezza irachena hanno subito chiarito che i missili avevano colpito un convoglio Hashed e ucciso otto persone, tra cui "figure importanti".    L'Hashed è una rete di milizie armate prevalentemente sciite, molte delle quali hanno legami molto stretti con Teheran e che sono stati ufficialmente incorporati alle forze di sicurezza dello Stato iracheno. Muhandis era nella 'lista nera' degli Stati Uniti, ma sarebbe Qassem Suleimani la vittima eccellente. Suleimani è una figura quasi leggendaria, uno degli uomini più potenti in Medio Oriente: generale, stratega con ambizioni politiche, è spesso apparso al fianco della Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, ma si è sempre mosso nell'ombra, arcinemico di Usa e Israele. E' considerato l'architetto di gran parte delle attività iraniane in Medio Oriente, compresa la guerra in Siria e gli attacchi su Israele. 

 

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