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La crisi tra Usa e Iran infiamma il petrolio

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I venti di guerra in Medio Oriente e in Italia portano il timore di una stangata sui prezzi dei carburanti. "Il 2020 potrebbe aprirsi con un nuovo caro-benzina, per effetto delle quotazioni del petrolio che sono salite ai massimi degli ultimi quattro mesi raggiungendo quota 63 dollari", afferma allarmato il Codacons, dopo il balzo dei prezzi del petrolio in scia alla conferma da parte del Pentagono dell’uccisione, in occasione di un attacco all’aeroporto di Baghdad, del generale iraniano Qassem Soleimani e di altre 7 persone. Un eventuale surriscaldamento dei prezzi del greggio dovuto a tensioni Usa-Iran andrebbe ad accelerare un trend già di per sè rialzista. Infatti, oltre all’accordo sulla produzione dei Paesi produttori raccolto nell’Opec+, si registrano già dei movimenti al rialzo dei prezzi alla pompa sulla spinta degli aumenti delle quotazioni dei prodotti raffinati nel Mediterraneo e della quota d’obbligo di biocarburanti. In ogni caso le associazioni dei consumatori assicurano che manterranno alta la guardia anche perchè, aggiunge ancora il Codacons, "una eventuale ondata di rialzi avrebbe effetti negativi anche sui prezzi dei prodotti trasportati su gomma, con rincari dei listini per una moltitudine di prodotti", pesando dunque sui consumi e su un’economia italiana in sostanziale stagnazione. L’associazione dei consumatori precisa che "i carburanti venduti oggi presso i distributori sono stati acquistati nei mesi scorsi, quando le quotazioni del petrolio erano inferiori, e un aumento repentino dei prezzi alla pompa non appare in alcun modo giustificato".

Bolletta petrolifera. Secondo l’ultimo preconsuntivo dell’Unione petrolifera la cosiddetta fattura petrolifera dell’Italia nel 2020 dovrebbe attestarsi tra 22 e 24 miliardi di euro, dopo 22,3 miliardi nel 2019, con un prezzo che dovrebbe mantenersi all’interno della forchetta tra 65 e 70 dollari al barile. Non è detto però che una escalation porti i prezzi del petrolio oltre questa forbice. Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, fa notare che "non c'è alcun motivo per il balzo del petrolio già registrato in alcune Borse. Per ora, infatti, non c'è stato alcun annuncio da parte degli iraniani sul lato dell’offerta di petrolio". Insomma, la fiammata potrebbe essere solo momentanea.

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