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La transumanza diventa patrimonio culturale

unesco

ROMA «È rispettosa del benessere animale e dei ritmi delle stagioni, è un esempio straordinario di approccio sostenibile per affrontare le sfide poste dalla rapida urbanizzazione e dalla globalizzazione ed ha contribuito in modo significativo a modellare il paesaggio». Sono le motivazioni per le quali la transumanza - migrazione stagionale delle greggi, delle mandrie e dei pastori - è stata iscritta nella Lista degli elementi dichiarati Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. La decisione è stata approvata all’unanimità dai 24 Stati membri del Comitato intergovernativo riuniti in Colombia. È la terza volta - dopo la coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria e l’arte dei muretti a secco - che viene attribuito questo riconoscimento ad una pratica rurale tradizionale. La candidatura della transumanza lungo gli antichi “tratturi” nel Mediterraneo e nelle Alpi era stata avanzata nel 2018 dall’Italia come capofila insieme a Grecia e Austria.

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