Meteo
 


Spettacoli

Piva e Santa Scorsese, un femminicidio al cinema

Cinema/Santa subito

ROMA Era giovane, appassionata, credeva in Dio, nello Stato e nell'amore. Ci ha creduto sino alla fine. Ma Dio non c'era accanto a lei quando è stata brutalmente ammazzata dal suo persecutore e non c'era neppure quando l'assassino mandava inequivocabili segnali della sua follia. Non c'era neppure lo Stato, assente, sordo.

Ecco la storia di Santa Scorsese  che il regista Alessandro Piva ha scoperto per caso e ha voluto subito raccontare in “Santa subito” che ha vinto il premio del pubblico alla scorsa Festa del Cinema di Roma e che da oggi sarà in sala.

La storia parte da lontano. 

Come racconta Piva: «Parte dalla fine degli anni ‘80 quando la giovane di Bari, una ragazza che mi ha colpito per la sua gioia di vivere e la sua forte vocazione  spirituale, cominciò ad essere perseguitata da un individuo chiaramente squilibrato. Allora non si parlava ancora di femminicidi e le istituzioni erano piuttosto assenti, tanto che dopo 3 anni di persecuzioni che le hanno sconvolto la vita, è stata accoltellata sotto casa. Oggi si parla tanto di queste cose ma ancora avvengono come allora e su questo non si riflette abbastanza».

E non si fa abbastanza. «Bisognerebbe pensare che - prosegue il regista - , nonostante oggi di femminicidio si parli tanto e lo Stato si sia dotato di strumenti per combattere la violenza di genere, una donna ogni 72 ore viene uccisa: dovremmo riflettere sul clima di violenza, sul linguaggio violento dei politici, dei media, che genera aggressività».

SILVIA DI PAOLA

 

Spettacoli