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"Il mondo dopo il Pil" Fioramonti per una nuova economia

Lorenzo Fioramonti

LIBRI "Il mondo dopo il Pil" è il libro del ministro dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti. Scritto quando l'autore era docente, mette sotto la lente il Pil, un indicatore che da più di settant’anni orienta le scelte di tutti gli attori dell’economia globale: a causa dell’intensificarsi del riscaldamento globale e dell’aggravarsi della crisi economico-finanziaria, le critiche rivolte a questo sistema di misura sono diventate sempre più forti. Il Pil non considera le esternalità ambientali, restituendo così una visione distorta del progresso delle nazioni e delle aziende. 

Un esempio potrebbe essere l'ex Ilva. «Sul fronte del Pil è una grande risorsa perché dà lavoro ma se si guardasse al post Pil- ha detto Fioramonti - ovvero ai giorni di scuola persi dai bambini, le malattie che ha procurato o i terreni inquinati varrebbe la pensa di pagare lo stipendio agli operai per non farli lavorare, visto anche che perde 2 milioni al giorno».

Inoltre, il Pil non riconosce alcun valore né alle attività “informali” come il volontariato e il lavoro nelle famiglie, che in realtà sono la base dell’economia “formale”, né ai servizi ecosistemici che la natura fornisce gratuitamente alle società umane. Distorsioni pesanti, che inducono decisori politici ed economisti a prendere decisioni sbagliate.

È quindi sempre più urgente definire nuovi sistemi per misurare le performance delle economie. La proposta di Fioramonti si basa sugli indicatori post-Pil e sulle nuove tecnologie per la raccolta dei dati per combinare riforme dall’alto e iniziative dal basso. «L'economia del Pil è ormai inefficiente- dice infatti Fioramonti -abbiamo bisogno di altre misurazioni, di altri indicatori, è Il momento di cambiare respiro, i cambiamenti climatici, le innovazioni tecnologiche, le crisi politiche ci dicono che è questo Il momento di agire». Come, però? Favorendo il passaggio da un’economia verticistica a una più orizzontale, questo approccio può condurre alla piena occupazione e alla riduzione delle disuguaglianze, garantendo una prosperità davvero sostenibile. 

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