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Torino più sicura col nuovo collettore

TORINO

TORINO Quattordici chilometri per un investimento di 146 milioni di euro di cui 120 per il cantiere. Sono questi i primi numeri del nuovo collettore mediano della Smat di Torino, per cui i lavori partiranno nei prossimi mesi. Si tratta di un impianto che consentirà di avviare il risanamento del collettore in funzione, avviato 35 anni fa senza stop, e anche di far fronte a eventuali criticità legate alle condizioni del clima.

A dirlo la stessa sindaca Chiara Appendino che ha partecipato alla presentazione del progetto: «La Città è orgogliosa di Smat e di questo investimento», ha sottolineato la prima cittadina, parlando dell’opera «che darà un contributo importante nell’affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici».

L’obiettivo dell’impianto, che sarà parallelo a quello esistente e toccherà diversi quartieri della città, è smaltire i sovraccarichi idraulici causati dalle piogge abbondanti sempre più frequenti e quindi accumulare una riserva per i periodi di siccità, così da depurarla in caso di emergenza. Il collettore servirà anche a ridurre gli inquinanti che poi si riversano nel fiume Po.

Il cantiere
I lavori dovrebbero iniziare nei primi mesi del 2020 e il cantiere durerà circa 4 anni e mezzo, con importanti risvolti per l’occupazione. Il primo passo dei lavori sarà un pozzo di lancio per scavare un tunnel in strada dell’Arrivore, per poi proseguire con il progetto. «Con quest’opera, Smat si conferma un'azienda che sa fare investimenti guardando al futuro», ha commentato a sua volta il vicepresidente della Regione Fabio Carosso.

CRISTINA PALAZZO

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