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La scuola, i quindicenni e la morta gora

Maurizio Guandalini

I quindicenni italiani non sanno leggere. Solo il 5% degli studenti sa comprendere un testo e valutarne l’attendibilità. Così l’Ocse. Il vuoto pneumatico è tra il saper ragionare, con la propria testa,  conoscere e la risposta al domandone chi siamo. Il difetto, insomma, è nell’identità. E nella personalità. Assenti. La sedicenne influencer Elisa Maino, famosa per i balletti social, conferma che la maggioranza dei coetanei passa la giornata tra i muri di casa. Tra computer, serie tv e smartphone. La mia generazione si buttava sui libri. Della biblioteca. Che genitori, accorti, si erano premurati di mettere insieme. Papà acquistava mese dopo mese i classici. Prima le favole di Rodari. Fino ai volumetti allegati ai giornali. I quotidiani non mancavano un giorno della settimana. Anche il più indifferente li avrebbe sfogliati. Si faceva un’idea. Oltre l’insegnamento. E i prof. Dai quali non c’era d’aspettarsi granché. Vero che sentirete molti raccontare del là della passione dato da un docente. Per una materia.  Per un libro. Ma è rarità.  
Se fino a qualche decennio fa le famiglie, tutte, indistintamente, dall’operaio ai professionisti, riuscivano a stimolare i figli, oggi è morta gora. Acqua ferma. Stagnante. Fabio Volo ha capito l’importanza di parlare con i figli osservandoli davanti all’ipad. Si spegnevano. Papà e mamme preferiscono occupargli il tempo libero  scaricandoli un’ora a ballo, l’altra ora pianoforte, l’ora seguente a nuoto. Sulle famiglie, quindi, non c’è da fare affidamento. Pure gli amici dei figli e i nonni li mettiamo da parte. Le funzioni per svegliare i giovanotti sono a carico della malridotta scuola. 
Il linguista Tullio De Mauro, ideatore dei libri di base,  reclamava la necessità di un buon livello di istruzione per poter trovare le fonti buone e per utilizzare queste informazioni criticamente. Il legame Stato, pubblico e cittadino. Sviluppa la capacità di ragionamento. Ma come è possibile accendere la fiammella in una scuola che cade a pezzi e che insegna a disprezzare se stessa?

MAURIZIO GUANDALINI

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