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Tragedia di Rigopiano archiviazione per 22

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PESCARA Il gip del tribunale di Pescara, Nicola Colantonio, ha disposto l’archiviazione di 22 indagati dell’inchiesta principale sulla tragedia dell’Hotel Rigopiano, travolto il 18 gennaio 2017 da una valanga che provocò 29 morti. Il provvedimento riguarda anche gli ex presidenti della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, Ottaviano Del Turco e Gianni Chiodi. Le ipotesi accusatorie erano focalizzate sulla mancata realizzazione della carta valanghe, sulle presunte inadempienze relative a manutenzione e sgombero delle strade di accesso all’hotel e sul tardivo allestimento del centro di coordinamento dei soccorsi. I reati ipotizzati dalla Procura, a vario titolo, andavano dal crollo di costruzioni o altri disastri colposi, all’omicidio e lesioni colpose, all’abuso d’ufficio e al falso ideologico.

«Nessun collegamento con crollo»

Ora è tutto azzerato. «La condotta - ha scritto il gip nelle conclusioni - non può considerarsi omissiva ed eziologicamente collegata al crollo della struttura alberghiera presente in Rigopiano». Il gip si è allineato alla richiesta di archiviazione avanzata dagli stessi pm «in quanto le risultanze investigative non permettono di sostenere l’accusa in giudizio». A chiedere l’archiviazione erano stati infatti il procuratore capo Massimiliano Serpi e il sostituto Andrea Papalia.

La rabbia dei familiari

Alla richiesta si erano opposti alcuni legali dei familiari delle vittime, ma il gip ha respinto le opposizioni e disposto l’archiviazione, che riguarda tra gli altri anche gli assessori che si sono succeduti alla Protezione civile, l’ex sottosegretario alla Giustizia Chiavaroli e l’ex prefetto di Pescara Provolo. «Comincio a pensare che alla fine la colpa sarà di chi stava in hotel, di chi lavorava a Rigopiano e di chi c’è andato in vacanza - ha commentato Alessio Feniello, padre di Stefano, una delle vittime - io non credo più a nulla, ormai non ha senso credere nella giustizia. L’unico a pagare, fino ad oggi, sono stato io per aver portato i fiori a Stefano, e sto affrontando un processo per questo. Sono schifato, qualcuno deve spiegarmi perchè a pagare sono sempre e solo i poveracci».

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