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San Siro canta Max «Accidenti, che emozione»

Musica/Pezzali a Milano

MILANO Oltre 30mila biglietti venduti in pochi giorni. È già un successo “San Siro Canta Max”, in cui il 10 luglio 2020 Pezzali si esibirà per la prima volta nello stadio milanese.

“Come mai”... proprio ora? 
«Era un sogno proibito, che non ho mai avuto il coraggio di prendere sul serio. Qualcosa di troppo grande per me, mi sentivo inadeguato. Ma i fan hanno insistito e anche il mio staff. Nonostante il mio scetticismo, ci siamo buttati».

Avevano ragione, le prevendite vanno forte… 
«Mi viene ancora più paura, sono più convinti loro di me! Nei fan c’è la voglia di partecipare a una grande festa, di celebrare il loro tempo, la giovinezza. E lasciarsi un po’ andare. Perché certe canzoni non invecchiano, regalano sempre le stesse emozioni».

Che spettacolo sarà? 
«Un grande karaoke in cui canteremo tutti i miei pezzi più importanti. E qualcosina dal nuovo album che uscirà l’anno prossimo, siamo a buon punto».

Cos’è per lei San Siro? 
«Un simbolo storico. Nel ‘90 ci vidi una partita dei mondiali, Argentina-Camerun, al terzo anello, non si vedeva quasi nulla ma che emozione! Ho visto i live di Vasco, Ligabue. E nel 1985 ho rinunciato a Springsteen, perché avevo un solo biglietto e non volevo lasciar fuori la mia fidanzatina. Se ci penso, sto ancora male. E, poi, San Siro è il patrono di Pavia, la mia città. Speriamo porti bene».

Ed è lo stadio della sua Inter: come la vede? 
«Siamo primi, ma venerdì già arriva la Roma, un cliente scomodo. Vedremo». 

DIEGO PERUGINI

 

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