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Omicidio di Luca Sacchi Una settimana di interrogatori

Roma

ROMA Si è detto pronto a collaborare con la giustizia, Valerio Del Grosso, il 22 enne che secondo l’accusa ha premuto il grilletto uccidendo Luca Sacchi, ma ieri davanti al gip  Costantino De Robbio e al pm Nadia Plastina, nel corso dell’interrogatorio di garanzia a Regina Coeli dove è detenuto, ha solo detto: «Non volevo uccidere nessuno, era la prima volta che prendevo un'arma in mano». Poi il ragazzo assistito dall’avvocato Alessandro Marcucci, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Stessa scelta di Paolo Pirino,  accusato di concorso in omicidio, e di Marcello De Propris, che avrebbe fornito la pistola a Del Grosso. Anche Giovanni Princi, amico della vittima dai tempi della scuola, ha deciso di non parlare, ma tramite il suo avvocato Massimo Pineschi, ha dichiarato di essere addolorato per la morte di Luca. Princi è accusato di aver avuto un ruolo centrale nella compravendita di 15 chili di marijuana in cambio di 70mila euro, così come Anastasiya Kylemnyk, che per gli inquirenti custodiva il denaro nel suo zaino. Uno scambio poi degenerato nella rapina mortale. E oggi sarà la volta proprio di Anastasiya (nella foto), che sarà ascoltata in Procura.

Ieri sulla vicenda hanno parlato i genitori di Luca, in particolare la madre Tina Galati, che dai microfoni di Porta a Porta ha detto: «Tra Princi  e Anastasiya posso dire solo che  ad agosto ho notato uno sguardo strano, di intesa, che mi ha dato fastidio. Ho detto a mio figlio di stare attento a chi aveva vicino, poi non ho visto altro».

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