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Mes, possibile rinvio ma senza modifiche

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ROMA Chiudere definitivamente la riforma del Meccanismo europeo di stabilità, ma cercando una soluzione per «non mettere nell’angolo l’Italia», come un rinvio della firma o della ratifica del nuovo trattato. Alla vigilia dell’Eurogruppo, le posizioni dei partner non sono cambiate sul Mes, anche se aumenta l’irritazione per il tentativo di Salvini di «mettere in trappola il M5S» e «destabilizzare» la coalizione di governo con il Pd. Anche per questo c’è la disponibilità da parte dei partner europei a fare una concessione formale sul calendario. E il nodo dei tempi di ratifica sarà il nodo all’esame dell’Eurogruppo di oggi.

Tappa in Parlamento

«Il M5S continua ad essere ago della bilancia. Decideremo noi come e se dovrà passare questa riforma del Mes, che è una cosa seria e su cui gli italiani debbono essere informati accuratamente», ha detto il capo politico del M5S, Luigi Di Maio. E gli occhi sono puntati sull’11 dicembre, quando ci sarà il dibattito al Parlamento italiano prima del Consiglio europeo. Perchè sulla sostanza del Mes, dai partner non arriva alcuna concessione. Anche la Francia non intende riaprire i negoziati. Salvini ha ribadito la contrarietà assoluta della Lega: «Per noi non è emendabile. È da bloccare punto». Eppure la convinzione dei partner europei è che il testo attuale «è molto lontano dalla posizione di partenza» di alcuni Paesi che chiedevano «un sistema di ristrutturazione automatica del debito prima di ottenere aiuti dal Mes», ha spiegato una fonte francese.

Il nodo prescrizione

Ma il governo ha anche altre fibrillazioni. Ieri l’Aula della Camera ha respinto con 269 voti contrari la richiesta avanzata da Forza Italia di procedere con urgenza all’esame della pdl Costa sullo stop all’entrata in vigore il primo gennaio della riforma della prescrizione. I voti a favore dell’esame con urgenza sono stati 245. Hanno votato contro M5S, Pd e Leu; mentre i deputati di Italia Viva non ha partecipato al voto. Dunque nessun incidente per la maggioranza di governo.
Ma, numeri alla mano, l’esito positivo della votazione per i giallorossi è stato determinato dall’assenza dei renziani.

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