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Attive come prima “cura” con il Kintsugi

Milano/Solidarietà

MILANO Ha 46 anni “Attive come prima” (www.attive.org), l’associazione di aiuto alle pazienti oncologiche fondata nel 1973 da Ada Burrone. Ma dalle donne il supporto si è esteso a tutti i pazienti e ai loro famigliari e persino ai colleghi sul posto di lavoro. È il progetto Kintsugi, per esempio, «ispirato all’arte giapponese di rimettere insieme i cocci dei vasi rotti con un filo d’oro», come dice la psicologa Manuela Provantini, nel team con Stefano Gastaldi (foto di Sergio Rizza). Il senso? Il parente in lutto ritrova se stesso. È una attività di supporto per piccoli gruppi, massimo 6-8 persone, «non una terapia psicologica: aiutiamo le persone a riannodare i fili della propria vita».

L'attività dell'associazione è a tutto campo, in ogni caso. Si rivolge ai ragazzini e ai bambini figli di pazienti, e naturalmente ai pazienti stessi, bisognosi di qualcosa di più che una "semplice" cura medica: a loro dà assistenza psicologica, per esempio, o un supporto mirato a contrastare l'affaticamento cronico risultante dalle terapie oncologiche, campo in cui è esperto il dottor Alberto Ricciuti, che di "Attive come prima" è il presidente.

È successo, anche, che si rivolgessero ad “Attive” colleghi di un malato, a sua insaputa, per sapere come come relazionarsi correttamente con lui: ci sono progetti specifici anche per aziende.

SERGIO RIZZA
Twitter: @sergiorizza

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