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Mes, Conte: "I ministri conoscevano tutto"

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ROMA «Né l’Italia né alcun altro Paese della Ue ha firmato la revisione del Trattato sul Meccanismo europeo di stabilità». Lo ha ribadito il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nei suoi interventi alla Camera e al Senato. «L’Italia, rispettando il mandato parlamentare, ha avviato un negoziato con alcuni paletti - ha precisato il premier - nessuna ristrutturazione automatica del debito sovrano, nessun abbassamento della soglia dei due terzi per i quorum deliberativi vincolanti». Inoltre nel negoziato «è imprescindibile la logica di “pacchetto”, per cui, oltre al Mes, si deve discutere di bilancio comune e unione bancaria». E comunque «il debito italiano è pienamente sostenibile e l’ipotesi che l’Italia possa chiedere i fondi del Mes è remotissima».

«Nessuna trattativa segreta»

Conte non ha fatto sconti alla Lega: «Nessuno può parlare di trattative segrete. Il Parlamento è sempre stato informato e tutto quanto avveniva sui tavoli europei era pienamente conosciuto dai membri del primo Governo da me guidato». Il premier si ripresenterà in Parlamento l’11 dicembre, prima del prossimo Consiglio europeo: «Auspico che il Parlamento con la sua autorevolezza contribuisca a portare in Europa la voce di un Paese forte e coeso, che si impegna a rafforzare le istituzioni europee». Ma Di Maio fa sapere che «il M5S è compatto di fronte alla necessità di dover rivedere questa riforma che, ad oggi, presenta criticità evidenti». E le opposizioni vanno all’attacco: «Sul Mes o ha mentito Gualtieri o ha mentito Conte o non ha capito Di Maio», ha commentato il leader leghista Salvini. 

Il test dell'Eurogruppo

Dai 19 ministri delle Finanze che si riuniranno domani all’Eurogruppo potrebbe venire una soluzione di compromesso rispetto alle richieste dell’Italia sul Mes, ovvero: nessuna modifica al testo della riforma del fondo salva-Stati già concordata a luglio, ma la possibilità di rinviare la firma del trattato. «Non è necessaria a dicembre e può avvenire uno o due mesi più tardi», ha confermato una fonte Ue coinvolta nei negoziati in vista della riunione dell’Eurogruppo. Allo stesso tempo però, ha aggiunto la stessa fonte, i contenuti della riforma del trattato sul Meccanismo europeo di stabilità sono «già stati concordati» ed è meglio «chiudere ora».

Altolà della Commissione Ue su Alitalia

«Gli Stati membri sono tenuti a notificare alla Commissione le misure che comportano aiuti di Stato e devono astenersi dal metterle in atto fino a quando la Commissione non abbia preso una decisione definitiva sull’esistenza e sulla compatibilità degli aiuti». È quanto ha fatto sapere una portavoce della Commissione europea in riferimento alla vicenda Alitalia. «Al momento - ha precisato la stessa fonte - la richiesta dell’Italia di un prestito ulteriore di 400 milioni non risulta notificato a Bruxelles».

Ok Cdm a sblocco nuovo prestito

Eppure ieri sera il Cdm ha approvato un decreto che sblocca il nuovo prestito ponte da 400 milioni e delinea una nuova procedura di cessione di Alitalia. Il termine è fissato al 31 maggio 2020 per permettere al commissario, entro quella data, di procedere al trasferimento dei complessi aziendali di Alitalia Sai e Alitalia Cityliner. Si parla di commissario al singolare in quanto il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, sta pensando di sostituire in settimana i tre attuali commissari straordinari di Alitalia - Enrico Laghi, Daniele Discepolo e Stefano Paleari - con un solo commissario affiancato da un vice.

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