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Clima, Guterres lancia la sfida

Clima

ROMA.  «L’umanità, che sta subendo le conseguenze dei cambiamenti climatici, deve scegliere tra la speranza di un mondo migliore, agendo ora, o  la capitolazione». Lo ha dichiarato ieri il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres all’apertura della COP25 a Madrid. Fino al 13 dicembre responsabili politici ed esperti di 196 paesi, circa 29 mila persone, sono riuniti a nella capitale spagnola per la conferenza Onu sui cambiamenti climatici, messi sotto pressione dal riscaldamento globale e da fenomeni meteorologici sempre più frequenti e distruttivi. «Time for action»  è lo slogan eloquente della conferenza madrilena che mette gli Stati firmatari dell’accordo di Parigi di fronte alle loro responsabilità: ridurre ulteriormente le emissioni di gas serra e varare obiettivi più ambiziosi a partire dal 2020.  Sulla carta i partecipanti sono chiamati a dare prova di maggiore volontà politica, per innalzare il «livello di ambizione» in risposta a quello delle temperature del pianeta. A lanciare apertamente la sfida è lo stesso segretario generale delle Nazioni Unite Guterres, che ha esortato a «mettere fine alla nostra guerra contro la natura».  

Record di gas serra
Occhi puntati quindi sui piuù grossi inquinatori del pianeta, oltre agli Usa anche Cina, al secondo posto, e Unione europea. 
Globalmente la pagella è proprio negativa: nel 2018 è stato raggiunto il record storico di emissioni mondiali di gas ad effetto serra e durante l’ultimo decennio l’aumento annuo medio è stato dell’1,5%, come conseguenza diretta della combustione di energie fossili collegata ad attività umane. 
Finora gli impegni presi a Parigi si stanno rivelando insufficienti: di questo passo il pianeta si riscalderà di 3,2 gradi entro il 2100, una soglia troppo alta rispetto al tetto di 2 gradi, o meglio di 1,5 grado previsto dall'accordo sul clima del 2015. Numeri alla mano, in base agli ultimi rapporti pubblicati da esperti Onu, Organizzazione meteorologica mondiale ed altri esperti, l’aumento delle temperature mondiali deve assolutamente essere limitato a 1,5 grado, i gas ad effetto serra devono essere ridotti del 45% entro il 2030 e la neutralità carbone va raggiunta entro il 2050. Nella speranza di limitare il riscaldamento a 1,5 grado, le emissioni di gas serra devono ridursi del 7,6% l’anno a partire dal 2020 e fino al 2030. Come? Maggiore volontà politica, fine delle sovvenzioni su combustibili fossili, dal 2020 stop alla costruzione di centrali a carbone, tasse e sanzioni per chi inquina, fonti di energie rinnovabili e soluzioni basate sulla natura e le sue potenzialità sono alcuni suggerimenti dati da Guterres in apertura della Cop25.  

 

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