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Alta tensione sul Mes Conte in Parlamento

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ROMA Un lunghissimo vertice notturno di maggioranza a Palazzo Chigi ha cercato di smussare i dissidi sul Meccanismo europeo di stabilità, argomento che sta provocando forti fibrillazioni nel governo. Presenti il premier Conte (che lunedì  terrà un’informativa sul tema in Parlamento), i ministri Gualtieri, Patuanelli e Amendola, oltre ai capi delegazione dei partiti Di Maio (M5S), Franceschini (Pd) e Speranza (Leu). Italia Viva, invece, non ha partecipato. «Gli italiani sono un po’ stufi di tutti questi vertici - ha detto Renzi - siccome questo litigio è sul Mes e noi non abbiamo niente su cui litigare, se la vedessero loro». «Il Pd lavorerà con Conte per trovare una soluzione - aveva dichiarato Irene Tinagli, eurodeputata Pd - ma serve l’impegno di tutti». Sul tavolo del vertice anche l’ipotesi di varare nel prossimo Cdm un decreto per Alitalia che consenta ai commissari l’utilizzo dei 400 milioni del prestito ponte già stanziati.

Accordo su carcere per evasori

Accordo trovato, invece, sul carcere per gli evasori. Depositato in commissione Finanze della Camera l’emendamento al dl fiscale che riscrive la norma sui reati tributari, oggetto di lunga trattativa nella maggioranza. La proposta di modifica dei relatori attenua l’aumento delle pene detentive per i delitti «occasionali» di dichiarazione infedele e di omessa dichiarazione, «non caratterizzati da condotte fraudolente», lasciando immutate le soglie di punibilità per i delitti di omesso versamento di ritenute e di Iva. Viene inoltre limitata l’applicabilità delle confisca per sproporzione ai reati tributari più gravi.

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