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L’eredità africana di Seun Kuti

Seun Kuti musica

ROMA «Ogni africano ha problemi: il problema della casa, problemi per strada, di lavoro, problemi nella scuola, problemi etnici, problemi di governi...».Parola di Seun Kuti – figlio del leggendario Fela, uno dei musicisti africani più influenti del XX secolo – in concerto stasera alle 22 al Monk. Sassofonista e cantante come il padre (l’inventore dell’afrobeat) Seun ha come principali punti di riferimento Miles Davis, il musicista e poeta afro-americano Gil Scott Heron, i rapper Timbaland e Dr. Dre, rimanendo nello stesso tempo sempre fedele allo spirito di suo padre Fela.

Nella sua musica ipnotica e avvolgente conflusicono le sonorità della black music degli ultimi anni, le inflessioni del rap e del new soul e i suoi testi sembrano proseguire il discorso sviluppato da Fela Kuti, conosciuto anche come The Black President, fra gli Anni ‘60 e gli Anni ‘70. Quando il padre morì nell’agosto del 1997 Seun, appena 15enne, di fronte a una folla di migliaia di nigeriani vestiti di bianco fece il suo discorso: «Fela non è morto, egli vivrà per sempre in Africa. Egli vivrà negli africani, vivrà nel cuore della gente nera, in coloro che pensano che essere neri è bello, che essere neri è grandioso. Lui voleva che i nigeriani esercitassero il governo di questo paese, perchè sono loro ad averne il diritto, non altri». Sarà in scena con gli Egypt 80, la formazione creata dal padre (Info: monkroma.it).

 

 

STEFANO MILIONI

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