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Amazon, la protesta di corrieri e autisti

TORINO

Hanno incrociato le braccia a poche ore dal Black Friday un centinaio di corrieri che lavorano con aziende che forniscono il servizio ad Amazon. Ieri mattina i dipendenti si sono ritrovati davanti alla sede del colosso dell’e-commerce di Brandizzo, nel Torinese insieme con i colleghi della sede di Marene, nel Cuneese per protestare contro la pressione lavorativa di questi giorni, impedendo ai camion di uscire. «Amazon ci aumenta il lavoro tutti i giorni, siamo passati da 110 a 142 fermate per la consegna pacchi. Eppure non si vuole sedere al tavolo con noi», hanno detto i lavoratori, sottolineando come non vedano neanche riconosciuti gli straordinari. Da Conftrasporto e Confcommercio, sottolineano che «Amazon non c’entra», ma che invece nel mirino della protesta ci sono «le aziende che forniscono il servizio in modo autonomo». Sono un migliaio quelle in tutta Italia che lavorano come fornitori per il colosso. La stessa Amazon ha già precisato «che non sono in corso agitazioni che riguardano il suo personale, e che si avvale di piccole e medie imprese specializzate, e richiede che tutti i fornitori di servizi di consegna rispettino il Codice di Condotta Amazon e garantiscano che gli autisti ricevano compensi adeguati e siano trattati con rispetto».

CRISTINA PALAZZO

 

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