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Quel brutto incubo delle tre cliniche

CARLO BARBIERI

Che sogno, stanotte! Avevo bisogno di operarmi di una cosa delicata. Nel grosso paese in cui vivevo c’erano tre cliniche, e andavo a informarmi  per scegliere la migliore. Nella prima mi riceveva un giovane simpatico.
– Dottore, siete specializzati in questi interventi? 
– No, però operiamo lo stesso. Stiamo imparando. Il nostro punto di forza è l’onestà. 
– L’onestà? 
– Nelle altre cliniche operano specialisti indagati e corrotti, che le fregano il portafoglio persino mentre la operano. Da noi non corre il rischio. 
Salutavo perplesso e andavo a parlare col direttore della seconda clinica. 
– Siete specializzati? 
– Certo. Posso vedere la sua carta di identità?
Gliela mostravo. Lui dava un’occhiata: – Nato a Palermo.
– Sì, perché?
– Fino a poco tempo fa non operavamo gente del Sud. Ma adesso è cambiato tutto. Voi terr... ehm, del Sud siete benvenuti, dobbiamo pur riempire i letti, no? Ahah, scherzo naturalmente. 
Provavo con la terza clinica, che non ero riuscito a contattare perché al centralino non rispondeva nessuno. Al banco informazioni gli addetti, impegnatissimi a litigare, non si accorgevano nemmeno della mia presenza. 
  – Scusate, vorrei parlare con il responsabile della clinica. Chi è?
– Il dottor Zimetti – rispondeva uno.
– Zimetti non conta niente – interveniva un altro. – Le conviene parlare con D’Alagna.
– Che c'entra, D’Alagna è alla succursale!
– Ma ha sempre più peso di Zimetti...
 Alzavo la mano: – Vorrei solo sapere se qui operate... Mi rispondevano in coro: – Forse!
– Come “Forse”?
– Deciderà il congresso. 
Mi incazzavo come una biscia... e mi sono svegliato con mia moglie che mi scuoteva il braccio: – Te l'avevo detto di non mangiare quella pasta con le sarde! Ho mormorato “chi se l'aspettava che le sarde fossero così pericolose...” e mi sono riaddormentato. Stavolta ero una sardina che nuotava in mare aperto, felice perché facevamo paura anche agli squali.

CARLO BARBIERI

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