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Agenzia Tpl, la Regione dà no schiaffo a Milano

Milano/Trasporti

REGIONE Il Consiglio regionale lombardo ha approvato con 42 voti favorevoli e 27 contrari la proposta di legge sulla Semplificazione contenente un emendamento alla legge regionale 4 aprile 2012 che disciplina i trasporti. In questo modo è stata modificata la governance delle Agenzie del trasporto pubblico locale. La questione è al centro di uno scontro tra Comune di Milano e Regione Lombardia soprattutto per quel che riguarda la quota di partecipazione del Comune e della Città Metropolitana all'interno dell'Agenzia del Tpl del bacino di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia. Con la nuova normativa la quota del Comune di Milano e della Città Metropolitana scenderà (con deliberazione entro il 31 marzo 2020) dal 62,2% a non oltre il 50%. Prima del voto finale della legge sulla semplificazione l'Aula di Palazzo Pirelli ha approvato un ordine del giorno, presentato dal Pd, in cui si impegna il presidente Fontana e l'assessora Terzi ad «avviare il prima possibile un percorso di ascolto». Di fatto si aprirà un tavolo interistituzionale, come anticipato dagli assessori Terzi e dall'omologo milanese Granelli, molto contrariato. I sindaci di Monza, Pavia e Lodi, invece, plaudono a una modifica che mette i territori al riparo dall’«unilateralismo» di Milano.

L'assessore Granelli: «Un colpo di mano»
Granelli, assessore milanese alla Mobilità, adombra possibili ricorsi, e parla, a proposito della modifica alla governance del Tpl, di «colpo di mano», anche perché la Regione «cambia le regole che aveva scritto nel 2012. I tavoli di confronto si fanno prima, non dopo. Con l’integrazione tariffaria hanno ottenuto risparmi tra 20 e 30% le famiglie dell’area metroplitana e di Monza e Brianza «che contano 4 milioni di persone, quasi la metà della Lombardia. Non siamo “milanocentrici”». Anche Pizzul (Pd, in Regione), parla di «blitz» che mette a rischio l’efficienza del Tpl. Morelli, capogruppo Lega a Milano, invece ribatte: «La Regione sta compiendo un grande atto di interesse pubblico», e attacca il piano Milano Next «che Sala e il Pd stanno tenendo nelle nebbie».

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