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Lea Garofalo 10 anni dopo fiaccole per non dimenticarla

Milano

Una fiaccolata per ricordare l’omicidio di Lea Garofalo, la testimone di giustizia uccisa 10 anni fa dal compagno boss e dai suoi sicari, si è svolta ieri sera promossa dall’associazione Libera, che ha supportato la figlia Denise, a sua volta testimone contro il padre padrone, e dal Comune di Milano.  Nei giardini di via Montello dove venne uccisa è stata posta una targa, per ricordare un simbolo delle donne vittime della violenza di genere, contro cui oggi si celebra la Giornata internazionale e che vedrà la bandiera civica esposta a mezz'asta su Palazzo Marino.
Sono 921 le donne che, nel primo semestre del 2019, si sono rivolte alla rete antiviolenza del Comune. Di queste, 850 sono entrate in contatto con i dieci centri antiviolenza presenti in città e 71 hanno concordato un percorso di accoglienza nelle nove case rifugio cittadine. La maggior parte (oltre 400) ha tra i 25 e i 44 anni, ma il numero è alto anche nella fascia tra i 45 e i 54 anni (circa 170). Le vittime sono nel 61% dei casi italiane e quasi sempre la violenza subita è di tipo fisico (circa 600) o psicologico (oltre 650), anche se non mancano i casi di violenza di tipo economico (oltre 150), sessuale (oltre 130) e stalking (quasi 100). Nel 65% dei casi gli aguzzini sono italiani e per l'85% sono mariti, ex mariti, conviventi o ex conviventi, partner o ex partner.  
 E in sei anni, in Lombardia il numero dei centri antiviolenza è passato da 21 a 51. I corsi attivati hanno sinora raggiunto circa 700 avvocati, più di 1.500 gli assistenti sociali, i medici e gli operatori.

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