Meteo
 


Spettacoli

L’affare Dreyfus secondo Polanski

Cinema/“J'accuse”

ROMA Cosa significa sentirsi perseguitato. In tanti modi e non solo perché sei ebreo nella Francia di fine ’800, come accadde a quel giovane e promettente ufficiale dell'esercito francese nel  gennaio 1895, al quell'Alfred Dreyfus che venne ingiustamente accusato di essere un informatore dei tedeschi e condannato alla deportazione a vita.

Al caso Dreyfus ha pensato a lungo Roman Polanski, da ebreo scampato al nazismo e da uomo che si sente perseguitato, e ha costruito il magnifico “J'accuse. L'ufficiale e la Spia”, in concorso alla scorsa Mostra veneziana e in sala dal 21, protagonisti Jean Dujardin, Louis Garrel e Emmanuelle Seigner.

«Ci ho pensato a lungo - spiega il regista - perché questo fu lo scandalo più clamoroso di quel secolo in cui si fondevano l’errore giudiziario, il fallimento della giustizia e l’antisemitismo».

Come dire: oggi non meno attuale di ieri. 

 

SILVIA DI PAOLA

Spettacoli