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Cavallerizza Reale Sgombero all'alba

TORINO

TORINO «Con lo sgombero della Cavallerizza si conclude un capitolo oscuro della storia torinese. E comincia un percorso virtuoso per rendere agibili i locali e ospitare gli eventi culturali». Le parole del questore di Torino, Giuseppe De Matteis chiudono una giornata iniziata all’alba, quando la Digos è intervenuta per eseguire il decreto di sequestro preventivo del bene Unesco, a firma del pm Paolo Scafi. «Non saranno tollerate eventuali forme di occupazione», aggiunge parlando di degrado, di abbandono, ma non di criticità in termini di ordine pubblico.

Non c’è stata «resistenza forte – dice la sindaca Chiara Appendino -. Credo che sia stato un successo il lavoro di mediazione fatto». Negli ultimi giorni, infatti, «buona parte degli occupanti, che io ringrazio perché hanno mantenuto fede agli impegni, hanno liberato gli spazi nei tempi previsti. Ora - sottolinea Appendino - a noi sta il rispetto del percorso del protocollo».

All’interno, ieri mattina, c’erano 14 persone, una decina di clochard e 4 rider, denunciati per invasione di terreni ed edifici, alcuni anche per furto di energia. Solo in serata un gruppo di rider e anarchici ha sfilato per le vie della città con lo striscione “Casa rider non si tocca”, citando il nome dello spazio occupato, insultando dei componenti dello staff della sindaca. Nei prossimi giorni il sito sarà reso inaccessibile con un sistema in muratura e partirà la messa in sicurezza della Sala delle Guardie.

CRISTINA PALAZZO

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