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Centocelle continua a restare nel mirino

Roma

ROMA Resta alta l’attenzione su Centocelle, dopo i roghi dolosi delle scorse settimane che hanno distrutto per due volte la libreria “La pecora elettrica”, una pizzeria poco distante, e il bistrot “Baraka”.

Nella notte infatti qualcuno ha forzato la saracinesca di un negozio di parrucchiere gestito da cinesi in via Parlatore per rubare 30 euro in un salvadanaio, tentando di arraffare un bottino maggiore in altri tre negozi presi d’assalto, tutti in via dei Ciclamini. I colpi al pub Spanky, al vicino barber shop e al bar Profumo di Caffè non sono riusciti ma i carabinieri del Nucleo Radiomobile, impegnati in un servizio di controllo in zona, hanno fermato poco dopo una Fiat Punto con a bordo tre albanesi di 22, 24 e 25 anni con numerosi arnesi per lo scasso. Sono stati denunciati, ma sono in corso indagini per capire se possano essere i responsabili del furto riuscito o di quelli tentati.

Episodi che riaccendono i riflettori sul quartiere, al centro la scorsa settimana del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, dal quale sono emerse le preoccpazioni degli investigatori sulle mire della criminalità nella zona, in particolare racket e traffici di droga.

Un crescendo che non è sottovalutato dalle istituzioni: domenica sera il premier Giuseppe Conte, accompagnato dal figlio 12enne. «Il premier ha voluto sapere cosa fosse accaduto e ci ha mostrato vicinanza, mettendosi a disposizione e lasciandoci il tempo per decidere sul che fare», ha spiegato Marco Nacchia, titolare del Baraka bistrot. Il no alla riapertura deciso davanti alla serranda bruciata in via dei Ciclamini oggi, quindi, sembra tentennare. «Devo dire che ci sto ripensando. Molti segnali di vicinanza dalla gente, ma anche dalle istituzioni. Mi sono sentito dire “cosa ti serve per riaprire” e questo è un impegno concreto», ha concluso Nacchia.

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