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Ex Ilva, indotto si ferma Esposto dei commissari

Ilva

L’indotto-appalto siderurgico di ArcelorMittal di Taranto, ex Ilva, alza il tiro. Da lunedì prossimo le imprese non manderanno più il proprio personale a lavorare nei cantieri del siderurgico, né effettueranno attività per conto della società che gestisce in fitto l’ex Ilva. La decisione è stata presa oggi visto che non è ancora pervenuta alcuna risposta circa la data di pagamento delle fatture scadute relative a lavori e prestazioni effettuate per ArcelorMittal. Non si escludono anche iniziative più dure come il presidio dei camion davanti alla portineria C della fabbrica da parte dei trasportatori, anch’essi in grande difficoltà per i mancati pagamenti di ArcelorMittal. ​L’ultimo blocco dei trasportatori davanti all’Ilva avvenne nel gennaio 2015, quando erano in ballo i crediti derivanti dal passaggio da Ilva commissariata a Ilva in amministrazione straordinaria (150 milioni) e durò una quarantina di giorni sin quando non si raggiunse una mediazione e quindi un accordo circa il pregresso e i tempi di pagamento del corrente. Da lunedì, inoltre, le imprese appaltatrici si impegnano a garantire il lavoro solo verso i general contractor che nel siderurgico stanno operando per ArcelorMittal in attività specifiche poiché questi general contractor, a differenza di ArcelorMittal, stanno pagando puntualmente. Le imprese però non escludono che anche le prestazioni verso i general contractor potrebbero essere a rischio se il blocco alle portinerie imprese impedisse radicalmente a mezzi e personale dell’indotto-appalto di transitare. Nella riunione odierna in Confindustria Taranto gli imprenditori presenti hanno espresso molta determinazione ad andare avanti contro ArcelorMittal e hanno denunciato come per ben tre volte, in giorni, l’ad Lucia Morselli abbia dichiarato che l’indotto-appalto sarà pagato ma in tutti i tre casi non ha specificato nè una data, nè un periodo temporale circa i pagamenti.   “Siamo al buio e nell’incertezza più totale - hanno affermato gli imprenditori - e non abbiamo avuto alcuna risposta né dall’azienda, né dal Governo. Lo diciamo ai sindacati, che giorni fa hanno ritenuto pretestuosa la nostra decisione di avviare le procedure di cassa integrazione e di sospensione degli stipendi, perché secondo loro ArcelorMittal ci avrebbe pagato, e lo diciamo anche al Governo, al quale facciamo presente che sì, è stato importante e positivo averci ascoltato giorni fa al Mise, ma l’ascolto non basta ormai più”. “Qui bisogna decidere e decidere in fretta - commenta ad Agi Antonio Marinaro, presidente Confindustria Taranto - perché lo stabilimento di Taranto, prima che lo spenga ArcelorMittal, si sta già spegnendo da solo”. 

Esposto.  ​I commissari straordinari di Ilva hanno consegnato nelle mani del procuratore di Taranto Carlo Maria Capristo e del procuratore aggiunto Maurizio Carbone un esposto denuncia "contenente fatti e comportamenti, inerenti al rapporto contrattuale con Arcelor Mittal, lesivi dell’economia nazionale". Lo si legge in una nota dei commissari straordinari di Ilva in Amministrazione Straordinaria. "Tanto - si aggiunge - al fine di verificare la sussistenza di ipotesi di rilevanza penale".

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